La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità in materia di fiscalità del lavoro, con particolare riferimento ai premi di produttività e alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili d’impresa.
Aliquota ridotta all’1% per il 2026 e 2027
L’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 199/2025 stabilisce che, per gli anni 2026 e 2027, l’imposta sostitutiva prevista per i premi di risultato sarà applicata con un’aliquota ulteriormente ridotta, pari all’1%, entro il limite di 5.000 euro annui.
Si tratta di una riduzione significativa rispetto al regime ordinario del 5%, che rende lo strumento dei premi di produttività particolarmente vantaggioso.
Obiettivo della misura
La norma si inserisce nel quadro delle politiche di incentivazione della produttività aziendale, con l’intento di:
- rafforzare il legame tra risultati economici e retribuzione;
- sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori in un contesto inflattivo;
- favorire la competitività delle imprese;
- promuovere la contrattazione di secondo livello
Requisiti per l’applicazione dell’agevolazione
Restano confermate le condizioni previste dalla normativa vigente:
- i premi devono essere collegati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione;
- tali incrementi devono essere definiti tramite contratti collettivi aziendali o territoriali, nel rispetto del DM 25 marzo 2016;
- ai fini del calcolo dei premi è incluso anche il periodo obbligatorio di congedo di maternità.
Il beneficio fiscale si applica entro il tetto massimo di 5.000 euro: le somme eccedenti tornano al regime ordinario.
Destinatari
L’agevolazione riguarda:
- i lavoratori del settore privato;
- i titolari di reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente.
Se il sostituto d’imposta che applica l’imposta sostitutiva è diverso da quello che ha rilasciato la CU dell’anno precedente, il lavoratore deve attestare per iscritto il reddito percepito.
Premi di risultato, welfare e partecipazione agli utili
L’aliquota simbolica dell’1% rende meno conveniente, per i lavoratori, la trasformazione del premio in benefit di welfare aziendale, che in passato rappresentava un’opzione fiscalmente più vantaggiosa.
Le imprese, invece, potrebbero valutare con maggiore interesse la partecipazione agli utili netti, che non richiede il rispetto del requisito dell’incrementalità previsto per i premi di risultato (DM 26 marzo 2016).
Dividendi esenti al 50% fino a 1.500 euro
Il comma 13 della legge 199/2025 proroga al 2026 la disciplina prevista dalla legge 76/2025:
i dividendi derivanti da azioni attribuite ai lavoratori in sostituzione dei premi di risultato, fino a 1.500 euro annui, sono esenti dalle imposte sui redditi per il 50% del loro ammontare.

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