tutte le novità per lavoratrici madri e donne svantaggiate

La Legge di Bilancio 2026 introduce un pacchetto articolato di misure a sostegno della genitorialità, dell’occupazione femminile e della conciliazione vita-lavoro. Le disposizioni riguardano sia lavoratrici dipendenti sia autonome e prevedono incentivi per i datori di lavoro che assumono o favoriscono la flessibilità lavorativa delle madri.

🌼 1. Bonus mamme potenziato dal 1° gennaio 2026

In attesa dell’esonero contributivo previsto dalla precedente Legge di Bilancio 2025 (rinviato al 2027), la nuova legge rafforza il bonus mamme introdotto dal DL 95/2025.
🔹 Cosa cambia
L’integrazione al reddito passa da 40 a 60 euro mensili.
Decorrenza: dal 1° gennaio 2026.
Il beneficio è esente da imposte e contributi e non rileva ai fini ISEE.
Rimane invariato il limite di reddito: 40.000 euro annui.
🔹 Destinatarie

  • Madri con due figli, fino ai 10 anni del più piccolo.
  • Madri con almeno tre figli, fino ai 18 anni del più giovane.

Valido per lavoratrici dipendenti non a tempo indeterminato e per lavoratrici autonome.
Escluso il lavoro domestico; inclusi intermittenti e somministrati.
Come nel 2025, le mensilità da gennaio a novembre 2026 saranno erogate in un’unica soluzione con la busta paga di dicembre.

👶 2. Nuovo sgravio contributivo per l’assunzione di madri con almeno tre figli

I commi 201–213 introducono un incentivo mirato a favorire l’occupazione delle madri con carichi familiari elevati.
🔹 Requisiti delle beneficiarie
Almeno tre figli minori di 18 anni.
Assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi.
🔹 Incentivo per i datori di lavoro
Esonero totale dei contributi previdenziali datoriali (esclusi Inail).
Massimo 8.000 euro annui.
🔹 Durata dello sgravio

  • 12 mesi per assunzioni a tempo determinato (anche in somministrazione).
  • 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato.
  • 24 mesi per assunzione diretta a tempo indeterminato.

Sono esclusi: lavoro domestico e apprendistato.

🌍 3. Rifinanziamento degli incentivi per l’assunzione di donne svantaggiate

La manovra stanzia risorse significative per sostenere l’occupazione femminile, anche nella ZES unica del Mezzogiorno.
🔹 Stanziamenti
154 milioni per il 2026
400 milioni per il 2027
271 milioni per il 2028
🔹 Incentivo previsto
Esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 650 euro mensili) per:

  • donne senza impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • donne senza impiego da almeno 6 mesi residenti nelle regioni della ZES;
  • donne impiegate in settori con forte disparità occupazionale di genere.

Durata massima: 24 mesi.

👨‍👩‍👧 4. Conciliazione vita-lavoro: priorità nel passaggio al part-time

I commi 214–218 introducono un diritto di precedenza per i lavoratori con almeno tre figli conviventi (madri e padri).
🔹 Cosa prevede la norma
Priorità nella richiesta di trasformazione del contratto da full-time a part-time (orizzontale o verticale).
La riduzione dell’orario deve essere almeno del 40%.
Nessun limite di età per i figli con disabilità.
🔹 Incentivo per i datori di lavoro
Se la trasformazione non comporta una riduzione del monte ore complessivo aziendale:

  • esonero totale dei contributi datoriali (esclusi Inail),
  • fino a 3.000 euro annui,
  • per un massimo di 24 mesi.

Sono esclusi: lavoro domestico ed apprendistato.

 

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