Con la Legge di Bilancio 2026 arrivano importanti aggiornamenti in materia di buoni pasto, con effetti diretti sulla gestione del personale e sulla pianificazione dei fringe benefit aziendali.
Aumento della soglia esente per i buoni pasto elettronici
Dal 1° gennaio 2026 il limite giornaliero non imponibile dei buoni pasto elettronici passa da 8 a 10 euro. Resta invece invariata a 4 euro la soglia per i buoni pasto cartacei.
Questa modifica deriva dall’art. 1, comma 14, della Legge 199/2025, che interviene sull’art. 51, comma 2, lett. c) del TUIR.
Impatto economico
Nei mesi con 21 giorni lavorativi, l’importo massimo erogabile in esenzione fiscale e contributiva sale da 168 euro a 210 euro mensili.
Destinatari della misura
La disciplina si applica:
- ai lavoratori dipendenti;
- ai collaboratori non subordinati con redditi assimilati al lavoro dipendente (es. amministratori che rivestono tale qualifica o collaboratore della medesima).
Caratteristiche dei buoni elettroniciI buoni pasto digitali:
- vengono caricati su card o app;
- riportano valore facciale e scadenza;
- non possono essere utilizzati cumulativamente oltre otto buoni per volta (DM 122/2017).
Tuttavia, ai fini fiscali, il limite degli otto buoni non incide sull’esenzione: il datore di lavoro non deve verificare l’uso cumulativo (Principio di diritto AE 6/2019).
Applicazione anche per part-time e smart working
La normativa agevolativa si estende:
- ai lavoratori part-time, anche con orario ridotto;
- ai giorni svolti in smart working (Interpello 123/2021).
Requisito della generalità o categoria
L’Agenzia delle Entrate richiede che i buoni pasto siano destinati alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee.
Tale condizione, però, non è espressamente prevista dalla legge, motivo per cui sarebbe auspicabile un chiarimento normativo, vista la discussione aperta in dottrina.

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