Tra le novità introdotte dal cd. DL Primo Maggio (DL 62/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale 30 aprile 2026 n. 99), uno sgravio contributivo destinato alle aziende che si dotano in via strutturale di processi e policy idonei a conciliare la vita familiare dei dipendenti con quella lavorativa, in applicazione della prassi UNI/PdR 192:2026 (D.Lgs. 184/2025).
Cosa prevede lo sgravio
- Esonero parziale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro.
- Massimo 1% della contribuzione dovuta e tetto annuo di 50.000 € per impresa.
- Nessun impatto sulla posizione previdenziale dei lavoratori.
Chi può accedere
Possono beneficiare dell’incentivo solo le aziende in possesso della certificazione UNI/PdR 192:2026 di cui all’art. 8 c. 1, lett. e D.Lgs. 184/2025 (cd. Codice degli incentivi), che attesta l’adozione di modelli organizzativi avanzati su :
- maternità e paternità
- carichi di cura
- flessibilità organizzativa
- welfare aziendale
- continuità di carriera e salute dei lavoratori
La certificazione richiede requisiti rigorosi e verificati da organismi accreditati.
Normativa attuativa in arrivo
Un decreto interministeriale, da emanare entro 30 giorni dalla legge di conversione, definirà:
- la percentuale effettiva dello sgravio
- le modalità di applicazione mensile
- le procedure INPS per richiedere il beneficio
- la durata e la verifica delle certificazioni
Risorse disponibili
Il beneficio è finanziato con 12 milioni di euro annui, suddivisi tra:
- 7 milioni da fondi per le politiche familiari
- 5 milioni dal Fondo per interventi strutturali di politica economica
L’INPS monitorerà la spesa e, al raggiungimento del plafond, è prevedibile la sospensione delle nuove domande.
Un incentivo che premia le imprese virtuose
A differenza di altri sgravi orientati all’aumento dell’occupazione, questo incentivo valorizza le aziende che hanno già investito in politiche di parità e conciliazione, riconoscendo un vantaggio competitivo a chi integra la responsabilità sociale nei propri processi.
Ulteriori benefici: accesso agli incentivi per l’internazionalizzazione
Le imprese certificate potranno accedere anche a specifici incentivi ICE connessi alle attività di promozione dell’internazionalizzazione, nell’ambito delle competenze dell’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane (ICE), che saranno definiti con provvedimenti dell’Agenzia, senza nuovi oneri per la finanza pubblica.

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