Un nuovo incentivo per trasformare i contratti a termine in posti stabili
Il nuovo decreto Lavoro introduce un importante incentivo rivolto alla platea più fragile – e più numerosa – dei lavoratori con contratti a termine di durata fino a 12 mesi. L’obiettivo è favorire la trasformazione dei rapporti temporanei in contratti a tempo indeterminato, sostenendo le imprese che scelgono di stabilizzare.

Il cuore della misura
  • Sgravio contributivo fino a 500 € al mese per 24 mesi destinato ai datori di lavoro privati che trasformano contratti a termine in rapporti stabili.
  • Valido per i contratti di durata fino a 12 mesi, firmati entro il 30 aprile 2026.
  • Si tratta della fascia più ampia del mercato: l’80% dei contratti cessati nel 2025 aveva una durata entro l’anno.
Perché la misura è strategica

I dati delle comunicazioni obbligatorie mostrano un mercato del lavoro caratterizzato da rapporti brevissimi:

  • 41,2% dei contratti cessati nel primo trimestre 2025 è durato meno di 30 giorni.
  • 380.000 rapporti si sono conclusi in un solo giorno.
  • Solo il 21,3% ha superato i 3 mesi di durata.

Il bonus punta quindi a trasformare rapporti spesso molto brevi e precari in occupazione stabile, soprattutto nei settori non stagionali.

Come funziona il bonus stabilizzazioni

Lo sgravio si applica alle trasformazioni effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026, a condizione che:

Requisiti del lavoratore

  • età inferiore ai 35 anni al momento della stabilizzazione;
  • mai occupato a tempo indeterminato in precedenza.

Requisiti del datore di lavoro

  • il rapporto trasformato deve essere senza soluzione di continuità e avviato entro il 30 aprile 2026;
  • la stabilizzazione deve generare incremento occupazionale netto rispetto alla media dei 12 mesi precedenti;
  • assenza di licenziamenti economici o collettivi nei 6 mesi precedenti nella stessa unità produttiva.
Cause di revoca

Il bonus viene revocato se, nei 6 mesi successivi:

  • il lavoratore stabilizzato viene licenziato per motivo economico;
  • viene licenziato un lavoratore di pari qualifica nella stessa unità produttiva
Esclusioni
  • rapporti di lavoro domestico
  • contratti di apprendistato

Non è una proroga del precedente bonus giovani
Il nuovo incentivo non prolunga il bonus under 35 previsto dal decreto Coesione (scaduto il 30 aprile). È una misura autonoma, pensata esclusivamente per la conversione dei contratti a termine.

E per le nuove assunzioni a tempo indeterminato?
Il decreto Lavoro introduce anche un secondo incentivo, dedicato alle assunzioni ex novo di giovani under 35 che:

  • non abbiano un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi,
  • oppure da 12 mesi se rientrano tra i lavoratori svantaggiati secondo il Regolamento UE 651/2014 (basso livello di istruzione, adulti soli con carichi familiari, settori con forte disparità di genere, minoranze etniche).

Si tratta quindi di due strumenti distinti:

  1. Bonus stabilizzazioni → per trasformare contratti a termine.
  2. Bonus nuove assunzioni → per assumere giovani disoccupati o svantaggiati.

Perché questa misura conta
Il decreto interviene su una delle aree più critiche del mercato del lavoro italiano: la frammentazione dei rapporti e la difficoltà di trasformare contratti brevi in occupazione stabile. Lo sgravio contributivo rappresenta un incentivo concreto per le imprese e un’opportunità per i giovani lavoratori che cercano continuità professionale.

 

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