La Legge di Bilancio 2026 segna una svolta importante per la previdenza complementare.
L’obiettivo è semplice ed ambizioso: aiutare ogni lavoratore a costruire una pensione più solida, affiancando quella pubblica con un “secondo pilastro” più forte, più accessibile e più conveniente.

1. TFR e adesione ai fondi: cosa succede ai nuovi assunti

Scelta più rapida, tutela più forte
Dal 1° luglio 2026, chi entra nel mondo del lavoro per la prima volta avrà 60 giorni per decidere cosa fare del proprio TFR. Se non esprime una scelta, scatterà automaticamente l’adesione al fondo pensione previsto dal contratto collettivo.
In pratica, la previdenza complementare diventa la scelta standard, lasciando comunque al lavoratore la possibilità di rinunciare.

Silenzio-assenso più efficace
Se il lavoratore non si esprime:

  • l’iscrizione parte dal primo giorno di lavoro
  • si versano automaticamente TFR + contributi del datore + contributi del lavoratore (con tutele per i redditi più bassi)
  • il TFR confluisce nel fondo da subito

Per chi non è alla prima assunzione, il datore dovrà fornire informazioni e raccogliere una autodichiarazione sulle scelte previdenziali precedenti.

2. Datori di lavoro: cambiano le soglie per il Fondo Tesoreria INPS

La Manovra introduce un sistema più dinamico: non conta più la dimensione aziendale “storica”, ma la media dei dipendenti dell’anno precedente.

Le nuove soglie

  • 2026–2027: obbligo solo sopra i 60 dipendenti
  • 2028–2031: soglia a 50 dipendenti
  • Dal 2032: soglia a 40 dipendenti

Per le aziende nuove, la soglia resta sempre 50 dipendenti.
Risultato: più aziende saranno coinvolte nel versamento del TFR alla Tesoreria INPS.

3. Più spazio alla deducibilità fiscale

Dal 2026 il limite di deduzione sale a 5.300 € l’anno.
I lavoratori “nuovi iscritti” (occupati dopo il 1° gennaio 2007) potranno recuperare nei 20 anni successivi le somme non dedotte nei primi 5 anni, fino a un massimo di 7.950 € annui.
Un incentivo concreto a investire nella propria pensione.

4. Prestazioni più flessibili e personalizzabili

La Manovra rende più semplice scegliere come ricevere la propria pensione complementare.

Le principali novità:

  • la quota massima in capitale sale dal 50% al 60%
  • si può ricevere tutto in capitale se la rendita sarebbe molto bassa
  • arrivano nuove modalità di erogazione, come la rendita a durata definita o il prelievo flessibile

Nuovi regimi fiscali

  • rendite a durata definita e prelievi flessibili: tassazione 9%–15%
  • prestazioni frazionate: ritenuta 20%, riducibile fino al 15%

Più libertà, più scelta, più possibilità di adattare la prestazione alle proprie esigenze.

5. Portabilità senza ostacoli

Una delle novità più attese: il lavoratore può trasferire la propria posizione anche verso:

  • fondi aperti
  • PIP (piani individuali pensionistici)

Senza perdere i contributi del datore di lavoro, se già previsti.
La nuova disciplina entrerà in vigore il 31 ottobre 2026.

In poche parole
La previdenza complementare diventa:

  • più automatica
  • più conveniente
  • più flessibile
  • più portabile

Un sistema pensato per accompagnare ogni lavoratore nella costruzione di una pensione più solida e personalizzata.

 

DISTINTI SALUTI