I datori di lavoro possono presentare domanda per accedere ai bonus previsti dai primi tre articoli del decreto Primo Maggio (DL 62/2026, attualmente all’esame del Senato).

Le misure riguardano gli esoneri contributivi per le assunzioni di:

  • under 35
  • donne
  • lavoratori impiegati in unità produttive situate in area ZES

Requisito essenziale: il “salario giusto”

Per accedere ai bonus è necessario garantire ai lavoratori il cosiddetto trattamento economico complessivo (TEC), definito dall’articolo 7 del DL 62/2026. Il TEC non può essere inferiore a quanto previsto dai CCNL stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, con riferimento al settore, alla categoria produttiva, all’attività prevalente e alla natura del datore di lavoro.
Un emendamento approvato in Commissione Lavoro ha chiarito in modo puntuale quali voci rientrano nel TEC. In particolare, esso comprende:

  • tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite
  • le mensilità aggiuntive
  • le indennità fisse e continuative
  • le prestazioni di welfare contrattuale spettanti alla generalità dei dipendenti
  • altri istituti o indennità di valore economico previsti dal CCNL applicato

Sono invece escluse le voci discrezionali e variabili attribuite ai singoli lavoratori, come superminimiad personam e premi.
Questa definizione assume particolare rilievo per i datori di lavoro che non applicano i CCNL “qualificati”: per accedere agli esoneri, infatti, è possibile adeguare i salari ai livelli previsti dai contratti collettivi rappresentativi.

Domande già inviabili, anche se la legge non è ancora convertita

Pur non essendo ancora avvenuta la conversione in legge del decreto, l’INPS consente già l’invio delle domande. Come chiarito dal direttore generale vicario Antonio Pone, l’obiettivo è garantire la piena operatività delle misure al momento della conversione.

  • I datori di lavoro che già applicano il salario giusto possono presentare subito le richieste.
  • Chi preferisce attendere la definizione normativa definitiva può farlo: il termine è di tre mesi dalla pubblicazione dei messaggi INPS, con possibilità di recuperare i periodi arretrati a partire dal 1° gennaio 2026.
Autodichiarazione e controlli

In fase di domanda, il datore di lavoro deve autodichiarare l’applicazione del salario giusto. L’INPS effettuerà controlli a campione, utilizzando come riferimento la definizione di TEC contenuta nella legge di conversione.

 

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