La Legge di bilancio 2026 introduce un’importante novità per tutte le aziende che assumono lavoratori già occupati in passato.
Dal 1° luglio 2026 cambia infatti il modo in cui deve essere gestito il Tfr dei lavoratori “non di prima assunzione”, con un sistema più semplice, automatico e pensato per garantire continuità previdenziale.

La Covip, con la Deliberazione del 19 giugno 2026, ha chiarito come applicare correttamente queste nuove regole, fornendo indicazioni operative utili per aziende e consulenti.

Cosa cambia per le aziende
  • Adesione automatica per i lavoratori che avevano già trasferito il Tfr alla previdenza complementare nel precedente rapporto.
  • Informativa obbligatoria sugli accordi collettivi applicabili e raccolta della dichiarazione del lavoratore sulla sua situazione previdenziale.
  • Conferimento automatico del Tfr al fondo negoziale di settore, salvo rinuncia entro 60 giorni.
  • Destinazione al fondo Cometa in assenza di accordi collettivi, senza contributi aggiuntivi.
Quando l’adesione automatica NON si applica
  • Il lavoratore non ha mai trasferito il Tfr alla previdenza complementare.
  • Il lavoratore aveva trasferito il Tfr ma ha riscattato integralmente la posizione.
  • Il lavoratore è iscritto a una forma complementare senza conferimento del Tfr (es. adesione solo contributiva a FIP/PIP).
  • Il Tfr deve continuare a essere gestito secondo l’art. 2120 c.c., con eventuale destinazione al Fondo di Tesoreria Inps.
Caso particolare: perdita dei requisiti del fondo precedente

Se il nuovo rapporto di lavoro non consente più la permanenza nel fondo pensione scelto in passato (ad esempio un fondo chiuso) e il lavoratore non ha riscattato integralmente la posizione, scatta comunque l’adesione automatica, con le stesse regole dei lavoratori di prima assunzione.

Decorrenza e versamenti

L’adesione automatica decorre dalla data di assunzione.
I versamenti iniziano dal mese successivo alla scadenza dei 60 giorni previsti per la rinuncia e comprendono quanto dovuto sin dall’inizio del rapporto.

Perché questa riforma è utile alle aziende
  • Riduce le incertezze nella gestione del Tfr nei cambi di lavoro.
  • Semplifica le procedure di onboarding.
  • Garantisce continuità previdenziale ai lavoratori.
  • Migliora la trasparenza delle scelte e la qualità dei processi amministrativi.

 

 

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